Anello di Radda in Chianti: 10 km di panorami pazzeschi (e la scusa perfetta per stappare il Gallo Nero)

Camminare fa bene alla salute, dicono. Ma camminare sapendo che al traguardo ti aspetta un calice di Chianti Classico e un vassoio di crostini toscani fa decisamente bene all’anima. Se cerchi un’escursione dove la fatica è solo un lontano concetto astratto e il premio finale è una questione seria, l’anello intorno a Radda in Chianti è la tua terra promessa. Metti un attimo da parte il divano: promesso che ne vale la pena.

La “Scheda Tecnica” (versione Pelandrone)

  • Tempo di percorrenza: 02:32 a passo bradipo ipnotizzato dai filari (comprese le pause per fare foto e finta di capire di viticoltura).
  • Livello di sudorazione: Medio-basso. Giusto quel colorito sano che ti farà apprezzare ancora di più l’aria condizionata della cantina.
  • Dislivello: 290 metri di salita costante ma decisamente umana. Niente pareti verticali da bacheca CAI, solo dolci colline che salgono senza cattiveria.

Il Percorso

Ci lasciamo alle spalle il bellissimo borgo di Radda in Chianti per un anello quasi perfetto di 9,94 km. La velocità media? Un rilassatissimo 3,9 km/h, l’andatura ideale per chiacchierare amabilmente senza rischiare di perdere un polmone. Il percorso si snoda principalmente su strade bianche e sentieri circondati da vigne a perdita d’occhio e dai classici cipressi da cartolina toscana. L’ombra non è tantissima, quindi il cappellino tattico è caldamente consigliato, ma la vista costante sulle colline e sul profilo di Radda ti farà dimenticare quel briciolo di pendenza.

La Ricompensa (Fondamentale)

Siamo onesti: siamo usciti di casa solo per questo momento. Finito il nostro anello, la vera missione ha inizio nelle cantine di Radda. Niente barrette proteiche o beveroni chimici: qui il recupero muscolare si fa con il Chianti Classico Gallo Nero. Ad accompagnare il vino, scatta la combo ignorante definitiva: crostini neri con fegatini di pollo, prosciutto toscano DOP (quello saporito che chiama il pane sciocco), salame nostrano e pecorino locale. In pratica, hai camminato per due ore e mezza solo per guadagnarti il diritto sacro di svuotare un tagliere senza sensi di colpa.

Ti è venuta sete solo a leggere questo itinerario? Allora non ti resta che preparare le scarpe da ginnastica (e il cavatappi). Se vuoi scoprire altri giri a prova di pigrizia o vuoi dirci se sei più da fegatini o da prosciutto, vola sulla nostra pagina Instagram e lascia un commento sotto l’ultimo post!