Strada delle Pecore (Portaria-Macerino): l’anello per veri agnellini che puntano alle tagliatelle (e alla piscina!)
L’Incipit del Pelandrone
Sabato scorso, mentre gli alpinisti duri e puri scalavano pareti verticali cibandosi di barrette proteiche al gusto di cartone, noi abbiamo affrontato l’anello della Strada delle Pecore, tra Portaria e Macerino. Perché si chiama così? Semplice: perché è un percorso pensato per essere seguito con tutta la calma del mondo, senza l’ansia di dover scalare l’Everest. 13 chilometri e spiegazzi potrebbero spaventare il pelandrone medio, ma fidati di me: la promessa di ciò che ci aspettava a metà percorso avrebbe fatto camminare spedito anche un bradipo in pieno fuso orario.
La “Scheda Tecnica” (versione Pelandrone)
- Tempo di percorrenza: 3 ore e 25 minuti (a passo bradipo sognatore, ovviamente escluse le pause strategiche per contemplare il vuoto e riprendere fiato).
- Livello di sudorazione: Maglietta di ricambio obbligatoria! Non tanto per la pendenza, ma perché la prospettiva di sedersi al ristorante con la schiena pezzata non è molto da “dolce vita”.
- Dislivello: +460 metri in salita (e 440m in discesa). Spiegato in parole povere: una salita costante ma decisamente umana, niente pendenze da brivido o passaggi dove servono le mani.
Il Percorso
Il nostro viaggio mistico inizia da Portaria, un borgo delizioso che sembra rimasto fermo nel tempo (e dove il tempo scorre lento come piace a noi). Da qui ci si immette sulla famigerata “Strada delle Pecore”.
Il sentiero si sviluppa lungo un anello di 13,4 km a una velocità di crociera rilassatissima di circa 3,9 km/h. La nota super positiva? C’è una buona alternanza di zone d’ombra e tratti aperti che regalano panorami pazzeschi sulle colline umbre senza costringerti a cuocere come un pollo allo spiedo. Il fondo è largo e battuto, perfetto per chi odia i sentieri stretti dove rischi di cadere di sotto se starnutisci. Si sale con calma, godendosi il verde e ignorando deliberatamente i cartelli CAI troppo ansiogeni.
La Ricompensa (Fondamentale)
Diciamoci la verità: siamo partiti solo per questo. Arrivati a Macerino, il paradiso del pelandrone si è palesato davanti ai nostri occhi. Niente rifugi spartani con il brodo di dadi.
Qui abbiamo trovato un ristorante bar completo di piscina! Esatto, hai letto bene. Il programma perfetto prevede:
- Arrivo con il fiatone e aria vissuta.
- Ordinazione immediata di una birretta gelata.
- Tuffo rigenerante (o almeno piedi a mollo per i più pigri).
- Un piatto di tagliatelle ignoranti fatte in casa che ridefiniscono il concetto di felicità post-sforzo.
Un recupero calorico che ha ampiamente compensato (e probabilmente superato) le calorie bruciate durante la camminata. Come piace a noi.
Conclusione e Call to Action
Un anello promosso a pieni voti: fatica moderata, panorama da cartolina e un livello di comfort finale a cinque stelle pelandrone. Se cerchi il trekking perfetto per convincere anche l’amico più pigro a schiodarsi dal divano, lo hai trovato.
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