Tappa 02 CMSB da Nebida a Masua: meno di 10 km, la magia di Porto Flavia e le birre di Zio Pino
Dopo la maratona punitiva della prima tappa, lo ammetto: il mio divano ha provato a esercitare una forza di attrazione magnetica degna della NASA. Ma la seconda tappa del Cammino Minerario di Santa Barbara, da Nebida a Masua, è la risposta dell’universo ai desideri di ogni pelandrone. Meno di dieci chilometri, un’andatura rilassata, panorami costieri da infarto e, soprattutto, una sosta culturale (e alcolica) che da sola vale il biglietto: la spettacolare galleria mineraria di Porto Flavia. Praticamente una passeggiata di salute con vista sul grande blu.
La “Scheda Tecnica” (versione Pelandrone)
- Tempo di percorrenza: 02:04 a passo pelandrone rigenerato. Un paio d’ore scarse (escluse le pause strategiche per bere e ammirare il paesaggio).
- Livello di sudorazione: Basso-medio. C’è la brezza marina che fa il suo lavoro da condizionatore naturale, ma occhio al sole: la crema solare serve a non finire la giornata con la faccia coloraragosta.
- Dislivello: 230 m in salita e 210 m in discesa. Roba da dilettanti della fatica! Le pendenze sono così dolci che le tue ginocchia ti ringrazieranno ufficialmente.
Il Percorso
Si parte dallo spettacolare belvedere di Nebida. Il sentiero si snoda lungo la costa a una velocità media di ben 4,6 km/h, segno che il fondo è comodo, scorrevole e privo di pendenze spezza-gambe. Camminerai sospeso tra il verde della macchia mediterranea e il turchese del mare, fino a raggiungere uno dei luoghi più incredibili della Sardegna: Porto Flavia. Non farti spaventare dalla parola “miniera”: non dovrai scavare nulla. È un’opera d’ingegneria pazzesca, un tunnel scavato nella roccia dai minatori che sbuca direttamente sulla scogliera, regalando una vista mozzafiato sul faraglione di Pan di Zucchero. Per noi pelandroni è essenzialmente un gigantesco generatore di ombra fresca con un panorama da copertina.
La Ricompensa (Fondamentale)
La vera gestione strategica dello sforzo oggi si concentra poco prima dell’ingresso di Porto Flavia. Lì ad attenderti come un’oasi nel deserto c’è il mitico Chioschetto di Zio Pino. Fermarsi è un dovere morale ed escursionistico: Zio Pino serve delle birre artigianali sarde talmente fredde che curano istantaneamente ogni residuo di stanchezza. Dopo aver visitato la miniera e aver reintegrato i liquidi, ti bastano pochissimi minuti di discesa per raggiungere la spiaggia di Masua. Qui scatta la seconda parte della ricompensa: piedi nudi nella sabbia, un bel panino ignorante caldo con guanciale e pecorino (o un piatto di spaghetti con le arselle al chiosco della spiaggia) e un altro brindisi al Pan di Zucchero. Questo non è un post-trekking, è un’opera d’arte.
Conclusione
Insomma, dieci chilometri di costa sarda, una galleria scavata nella roccia e le birre ghiacciate di Zio Pino ti sembrano un buon motivo per abbandonare il divano per due ore? O hai ancora bisogno di essere convinto? Corri a dircelo sulla nostra pagina Instagram @ilpelandrone, lascia un commento sotto l’ultimo post e raccontaci qual è la tua birra da fine trekking preferita!
