Tappa 06 CMSB: Pitzinurri – Montevecchio. 12 km di tregua, birrificio artigianale e la cena leggendaria di Signor Riccardo

Dopo il trauma della scorsa tappa a Piscinas – passata tra sabbie mobili infernali, chioschi sbarrati e una notte insonne a buttare acqua fuori dalla camera per colpa di un boiler impazzito – l’universo dei camminatori ha deciso di chiederci scusa ufficialmente. La sesta tappa del Cammino Minerario di Santa Barbara, da Pitzinurri a Montevecchio, è il paradiso del riscatto del pelandrone. Dodici chilometri tondi tondi, poco più di tre ore di movimento e un viaggio pazzesco dentro uno dei complessi di archeologia industriale più affascinanti d’Europa. Niente trappole di sabbia stavolta, ma soprattutto: una sosta alcolica strategica e una cena che definire leggendaria è poco.

La “Scheda Tecnica” (versione Pelandrone)

  • Tempo di percorrenza: 03:09 a passo “godiamoci la vita”. Tre orette scarse che passano via così veloci da lasciarti intatte le energie per la forchetta.
  • Livello di sudorazione: Medio. C’è una salita costante per raggiungere il villaggio minerario, ma la quota e i boschi aiutano a non liquefarsi come nei giorni scorsi.
  • Dislivello: 330 m in salita e 320 m in discesa. Una collina del tutto gestibile anche se il vostro unico allenamento recente è stato il sollevamento del telecomando.

Il Percorso

Si parte da Pitzinurri con un’andatura rilassata che si attesta sui 3,8 km/h. Il sentiero abbandona finalmente la costa e si addentra verso l’interno, salendo dolcemente tra i boschi e la macchia mediterranea. Man mano che ci si avvicina a Montevecchio, l’atmosfera si fa quasi surreale: la natura selvaggia inghiotte le spettacolari e imponenti strutture delle vecchie miniere. Camminerai tra pozzi di estrazione abbandonati e palazzi d’epoca che sembrano usciti da un film storico. Il percorso si sviluppa su piste ampie e comode, con ampie zone d’ombra offerte dagli alberi che permettono di camminare freschi e rilassati, senza l’ansia di dover scalare pareti verticali.

La Ricompensa (Monumentale)

Oggi la sezione “ricompensa” merita un capitolo a parte perché abbiamo toccato vette di pelandronismo gastronomico mai viste prima. Prima ancora di raggiungere l’alloggio, siamo passati a fare un “controllo qualità” al celebre Birrificio 4 Mori. E intendiamoci: non ci siamo andati solo per fare la via colta e visitare lo storico stabilimento minerario riconvertito, ci siamo andati per bere delle birre artigianali eccezionali, crude e freschissime, direttamente alla fonte. Un aperitivo salvavita.

Ma il vero capolavoro della giornata ci aspettava per cena. Abbiamo dormito presso la bellissima struttura di Legambiente a Montevecchio, dove il mitico Signor Riccardo, su prenotazione, ha imbastito per noi un banchetto da宴 (banchetto) sardo monumentale. Ha iniziato colpirci duro con antipasti artigianali di salumi e formaggi locali, seguiti da un piattone di malloreddus alla campidanese con salsiccia da svenimento. Come se non bastasse, è arrivata in tavola la regina della serata: la pecora in cappotto, tenerissima e cucinata secondo la tradizione più vera. Il tutto è stato annaffiato da fiumi di Carignano e chiuso in bellezza con il classico mirto artigianale per digerire. Questo non è un post-trekking, è un’esperienza mistica che cancella ogni sofferenza passata.

Conclusione

Dodici chilometri di cammino boschivo ripagati da un birrificio artigianale e dai malloreddus del Signor Riccardo: c’è un motivo valido per non amare questo cammino? Tu avresti resistito davanti alla pecora in cappotto o avresti chiesto il bis come abbiamo fatto noi? Vieni a dircelo e seguici su Instagram su @ilpelandrone, lascia un commento e raccontaci qual è la cena tipica che sogni di trovare alla fine di una lunga camminata!