Tappa 08 CMSB: Arbus – Gonnosfanadiga. L’ultimo giorno di cammino (dove piange il cuore ma ringraziano le rotule)

Ci siamo. Gli zaini sembrano improvvisamente più leggeri, non perché ci sia meno roba dentro, ma perché siamo arrivati alla fine dell’avventura. L’ottava e ultima tappa della nostra tranche del Cammino Minerario di Santa Barbara ci porta da Arbus a Gonnosfanadiga. Appena 10 chilometri e mezzo, quasi tutti in discesa. Sulla carta, la tappa perfetta per ogni pelandrone che si rispetti: zero sofferenza, pendenze ridicole e un’andatura rilassata. Eppure, mentre muovevo i piedi lungo l’ultimo sentiero, è scattata quella classica nota di malinconia da fine viaggio. È stato un cammino pazzesco, un’altalena tra panorami illegali e sfighe colossali, e ammetterlo mi fa quasi strano: mi mancherà persino sudare.

La “Scheda Tecnica” (versione Pelandrone)

  • Tempo di percorrenza: 02:20 a passo “malinconico ma spedito”. Nemmeno due ore e mezza di movimento, giusto il tempo di renderci conto che sta finendo tutto.
  • Livello di sudorazione: Bassissimo. Ottanta metri di salita totale sono un regalo di fine cammino che nemmeno Babbo Natale.
  • Dislivello: 80 m in salita e 220 m in discesa. Praticamente si rotola dolcemente verso la meta. Le ginocchia, reduci dal muro urbano di Arbus di ieri sera, stanno festeggiando con i fuochi d’artificio.

Il Percorso

Salutiamo Arbus (stavolta senza dover scalare pendenze urbane fantozziane) e ci buttiamo lungo un tracciato super scorrevole. La nostra velocità media si è attestata sui 4,5 km/h: praticamente volavamo, complice il profilo altimetrico tutto a scendere e, forse, la fretta inconscia di arrivare a celebrare la fine del viaggio. Il sentiero abbandona progressivamente le quote montane per scendere verso la pianura del Campidano, attraversando zone di transizione bellissime, tra macchia mediterranea profumata, muretti a secco e uliveti secolari che iniziano a dominare il paesaggio. L’ombra va e viene, ma il percorso è talmente comodo e privo di ostacoli tecnici che si cammina in totale relax, con i pensieri che corrono a ritroso su tutti i chilometri macinati da Iglesias fino a qui.

La Ricompensa (Il Brindisi Finale)

L’ingresso a Gonnosfanadiga segna la fine delle fatiche, e un traguardo del genere va onorato con una celebrazione vecchio stile. Gonnos è il paese dell’olio buono, del pane e dei dolci tradizionali, quindi il piano di recupero finale non prevede mezze misure. Ci siamo concessi un pranzo di fine cammino da veri re: civraxiu (il pane tipico locale) condito con l’olio extravergine d’oliva del posto che è una spremuta di paradiso, seguito da guanciale, salsiccia secca e formaggi sardi immancabili. E per chiudere in bellezza con la quota zuccherina, un vassoio di dolci tipici come gueffus e pirichittus. Il tutto bagnato dall’ultimo, definitivo brindisi a base di Cannonau e mirto gelato. Un finale dolciamaro, perfetto per salutare questa terra incredibile.

Conclusione

Finire un cammino così bello lascia sempre un vuoto strano nello stomaco (vuoto che abbiamo prontamente riempito a suon di dolci sardi). Tu come vivi l’ultimo giorno di un lungo trekking? Ti assale la nostalgia o non vedi l’ora di riabbracciare il tuo materasso? Vieni a dircelo e seguici su Instagram su @ilpelandrone, lascia un commento e unisciti alla nostra community di escursionisti con la passione per il relax e il buon cibo!