Tappa 04 CMSB: Buggerru – Portixeddu. Quasi 15 km tra miniere, dune giganti e il miraggio di una bionda ghiacciata

Dopo aver affrontato la “malsana” variante CAI della scorsa tappa, le mie gambe imploravano pietà. Per fortuna, la quarta tappa del Cammino Minerario di Santa Barbara da Buggerru a Portixeddu è arrivata a rimettere in equilibrio l’universo del pelandrone. Certo, parliamo di quasi 15 chilometri di cammino, quindi non proprio una passeggiata dal letto al frigo, ma il percorso si sviluppa a un ritmo così piacevole che quasi ti dimentichi di stare facendo sport. Si passa dal fascino industriale di Buggerru alle pinete rinfrescanti, fino a sbucare davanti a una delle spiagge più spettacolari e selvagge della Sardegna. Insomma, c’è da camminare, ma la promessa del traguardo finale vi farà muovere i piedi senza troppi rimpianti.

La “Scheda Tecnica” (versione Pelandrone)

  • Tempo di percorrenza: 04:14 a passo bradipo costante. Più di quattro ore di movimento, perfette per giustificare un pranzo pantagruelico senza sensi di colpa.
  • Livello di sudorazione: Medio-alto. La salita iniziale per uscire da Buggerru si fa sentire, e il sole sulla spiaggia non scherza. Una maglietta pulita nello zaino è d’obbligo.
  • Dislivello: 560 m in salita e altrettanti in discesa. C’è qualche strappo iniziale che richiede un po’ di fiato, ma poi il percorso diventa decisamente più umano e scorrevole.

Il Percorso

La partenza da Buggerru mette subito alla prova i polpacci con una salita iniziale che ci porta alti sopra il paese, regalando subito una vista pazzesca sulla costa. La nostra velocità media si è attestata sui 3,5 km/h: l’andatura ideale di chi non ha nessuna fretta e si gode il viaggio. Il sentiero attraversa zone di archeologia mineraria immerse nella macchia mediterranea, per poi scendere gradualmente verso la magnifica piana di San Nicolò. La parte migliore per noi amanti del fresco? Il percorso attraversa una splendida pineta che offre una tregua sacrosanta dal sole sardo. Da qui, si cammina costeggiando il sistema di dune sabbiose fino ad arrivare a Portixeddu, dove l’infinità del mare si sbatte dritta in faccia.

La Ricompensa (Fondamentale)

Inutile girarci intorno: quattro ore di cammino meritano un premio adeguato. Una volta arrivati a Portixeddu, la missione principale diventa trovare un tavolo con vista mare. Ci si fionda diretti nei chioschi o nelle trattorie vicino alla spiaggia per goderci la vera cucina di mare sarda. Oggi il menu del perfetto pelandrone prevede: uno spaghetto alle arselle o alla bottarga fatto come si deve, seguito da un fritto misto di paranza leggero e croccante. Il tutto, ovviamente, deve galleggiare in un mare di Vermentino ghiacciato o nella classica birra sarda artigianale. Mangiare con il rumore delle onde in sottofondo e i piedi finalmente liberi dalle scarpe da trekking è un’esperienza che guarisce lo spirito.

Conclusione

Quasi 15 km di panorami incredibili, pinete profumate e un pranzo di pesce sulla spiaggia ti sembrano un buon motivo per abbandonare il divano per mezza giornata? O la lunghezza del percorso ti spaventa ancora un po’? Vieni a dircelo e seguici su Instagram su @ilpelandrone, lascia un commento e raccontaci qual è il tuo piatto di pesce preferito quando arrivi stanco morto al mare!